Primo meeting nazionale di Piediluco 1-2 Aprile 2017

Il primo meeting nazionale, svoltosi come i consuetudine a cavallo tra la fine di marzo e l’inizio di aprile, serve a tastare il polso della situazione dopo la lunga parentesi invernale. In esso si raccolgono i frutti della lunga preparazione e ci si confronta con gli avversari provenienti da tutti gli angoli d’Italia al fine di comprendere le chances dei propri atleti di partecipare alle prossime competizioni internazionali o quali siano le migliori combinazioni per potere ambire ad un risultato di rilievo ai campionati nazionali. La nostra società ha da sempre attuato una filosofia di selezione degli atleti da portare a questo appuntamento strettamente oculata e su base meritocratica, incentrata cioè sulle reali possibilità di ottenere risultati di rilievo o volta a premiare comportamenti particolarmente virtuosi. Questo fa sì che il numero dei nostri atleti non sia mai particolarmente numeroso, e che gli undici atleti partecipanti a questa edizione rappresentino un’eccezione rispetto agli ultimi anni.

Singolo maschile junior: questa specialità, considerata valutativa alla futura partecipazione alle competizioni internazionali da parte della Direzione Tecnica federale, vedeva in campo il top della coppia junior italiana con ben 71 equipaggi iscritti. Tra questi tre nostri atleti, ognuno con un obiettivo diverso. Leonardo Radice, già partecipante ai mondiali junior dello scorso anno, aveva bisogno di confermare la propria posizione all’interno della squadra azzurra. Alberto Zamariola, primo anno junior, aveva la necessità di entrare all’interno del giro della nazionale dopo il terzo posto ai campionati italiani nel singolo lo scorso anno. Per Achille Benazzo, giovane promessa ancora appartenente alla categoria ragazzi, si trattava di fare esperienza gareggiando in una categoria superiore contro avversari di rilevo.

Le batterie di qualificazione riservavano tuttavia sorprese. Infatti mentre Leonardo e Achille accedevano facilmente alle semifinali, Alberto, sorteggiato in una batteria molto forte, proprendeva per una strategia temeraria consistente nel tenere le forze nella gara di qualificazione per uscire allo scoperto in semifinale. Tuttavia il tempo fatto registrare da Alberto era di meno di un decimo superiore al trentaduesimo, ragione per cui risultava essere il primo escluso dalle quattro semifinali. Una doccia fredda per lui e tutto lo staff che complica enormemente il suo cammino verso la maglia azzurra.

Leonardo veniva sorteggiato in una semifinale di ferro dove doveva affrontare due compagni dei mondiali dello scorso anno e faticava non poco per agguantare il secondo posto che gli permetteva di accedere alla finale A. Achille, invece, brillantemente classificatosi terzo, accedeva alla finale B dove chiudeva al sesto posto, terminando quindi sedicesimo assoluto in una prestazione oltre le aspettative.

La finale A si mostrava, come nelle attese, di livello altissimo e Leonardo chiudeva al quinto posto assoluto, in una prestazione forse lievemente al di sotto di quanto previsto e condizionata dal sorteggio delle acque (che gli riservava come al solito la numero sette, molto esterna) e dalle fatiche della semifinale.

Bilancio positivo tuttavia per Leonardo, che si conferma a pieno titolo all’interno della squadra nazionale, e per Achille, mentre strada in salita per Alberto Zamariola.

Due senza junior maschile: anche questa una specialità valutativa dove gareggiava una nostra imbarcazione, il due senza di Andrea Carando e Alberto Vincenti, in cerca dell’ingresso nel cerchio ristretto della nazionale. Di fronte, il top della punta junior italiana con oltre trenta avversari. Grande regata di qualificazione dove i nostri vincevano accedendo direttamente alle semifinali. Qui Andrea e Alberto si trovavano contro gli equipaggi più forti e riuscivano ad agguantare un terzo posto, sufficiente ad entrare nella finale A. Quest’ultima gara era dominata dall’equipaggio del Savoia, tuttavia dietro si sviluppava la bagarre nella quale i nostri si classificavano al quarto posto. Bilancio quindi positivo che permette ai nostri di ambire ad un posto nella squadra nazionale.

Quattro senza junior maschile: nelle regate della domenica, il quattro senza junior era anch’esso una specialità valutativa e noi ci presentavamo con una imbarcazione che rappresentava un’incognita ed una scommessa allo stesso tempo. Il nostro equipaggio univa infatti la classe e l’esperienza del capovoga Leonardo Radice, la potenza della coppia centrale Andrea Carando e Alberto Vincenti e la spensieratezza di Achille Benazzo al posto del prodiere. Nella piacevole sorpresa collettiva, la scommessa risultava vincente, con la nostra imbarcazione che si aggiudicava la batteria e quindi l’ingresso diretto alla finale A.

In finale l’emozione di vedere lottare i nostri con il fortissimo equipaggio del Savoia giustificava da sola tutte le fatiche del fine settimana. Chiudevano al secondo posto, a tre secondi dai primi, nel tripudio generale, confermandosi di interesse per la nazionale.

Doppio junior maschile: Alberto Zamariola, dopo la débâcle del giorno precedente, era in assoluta necessità di dimostrare i suoi valori reali nella specialità del doppio, anch’essa valutativa in ambito nazionale. Risultato minimo era centrare la finale A e, anzi, arrivare il più a ridosso possibile delle medaglie al fine di portare tale risultato all’attenzione dei tecnici federali. Compagno di barca uno junior dell’Armida, Matteo Bonetti, di pari livello e potenzialità. Facile la batteria. Tuttavia in semifinale si scatenava una vera e propria battaglia per le prima due posizioni valevoli per l’accesso alla finale A con tre equipaggi letteralmente sulla stessa linea. Alberto la spuntava al secondo posto per una questione di decimi regolando la fortissima Ginnastica Triestina.

La finale si mostrava subito di altissimo livello e Alberto ed il suo compagno si trovavano a lottare per le posizioni centrali. Chiudevano con un quinto posto, non male, tuttavia non sufficiente per aspirare ad un posto in azzurro nell’immediato futuro.

Due senza e quattro senza senior maschile: Vittorio Serralunga, all’ultimo anno della categoria under23, aveva come obiettivo quello di dimostrare fondate le sue aspirazioni a concorrere per un posto nella nazionale under23. Di fronte a mostri sacri, protagonisti italiani alle recenti Olimpiadi di Rio (le categorie assoluta e under23 gareggiavano insieme), Vittorio non ha sfigurato, anzi!, non riuscendo tuttavia a superare la fase delle qualificazioni sia nel due senza sia nel quattro senza. Da vedere nella continuazione della stagione se Vittorio riuscirà a legittimare le sue aspirazioni internazionali.

Due senza pesi leggeri maschile: due imbarcazioni per noi interessanti in questa specialità, non valutativa in quanto la punta dei pesi leggeri non risulta più di estremo interesse per la Direzione Tecnica nazionale dopo la recente decisione della FISA di eliminare il quattro senza pesi leggeri maschile dalle specialità olimpiche. Pietro Cappelli, dopo il recente passaggio di Emanuele Giacosa alla categoria superiore, è alla ricerca di un compagno di barca che gli permetta di esprimere al meglio le sue potenzialità. Tale compagno è stato individuato dalla direzione nazionale in un ragazzo dell’Elpis di Genova con cui Pietro si è allenato negli ultimi tempi. Il secondo equipaggio di nostro interesse era composto da Emanuele Giacosa e Guido Gravina, entrambi pesi leggeri assoluti e alla ricerca di motivazioni per continuare la carriera agonistica.

In questa specialità bisogna registrare un passo indietro rispetto alle aspettative e anche ai risultati delle recenti gare regionali. Infatti Emanuele e Guido arrivavano settimi in finale B, mentre Pietro e il suo compagno chiudevano all’ultimo posto la finale A. Entrambi i nostri equipaggi si sono espressi ben al di sotto delle loro potenzialità, sorpassati da avversari che fino a qualche settimana fa arrivavano decisamente alle loro spalle. Nelle prossime settimane dovremo analizzare le ragioni di tale risultato e capire se alla base vi siano motivazioni tecniche o motivazionali, questo innanzi tutto al fine di comprendere, anche insieme alla direzione nazionale, come permettere a Pietro Cappelli di realizzare le sue più che legittime aspirazioni internazionali (per Emanuele e Guido tali aspirazioni sono ben più difficili da realizzare o chiaramente al di fuori dei piani).

Quattro senza pesi leggeri maschile: Pietro Cappelli aveva l’occasione di rifarsi in parte delle amarezze del due senza nella gara del quattro senza, anch’essa valutativa. In tale regata gareggiava insieme al suo compagno di barca dell’Elpis e ad altri due forti atleti del Peloro. La medaglia d’argento conseguita ha in parte consolato il nostro atleta, tuttavia rimangono aperte le problematiche segnalate in precedenza.

Due senza ragazzi maschile: il due senza di Francesco Torta e Tommaso Lovisolo è stato portato al meeting nazionale al fine di far crescere in esperienza i due ragazzi che più nel corso dell’inverno hanno dimostrato di meritare in termini sia di impegno sia di risultati. Anche sul campo di regata di Piediluco, affrontando avversari ben più dotati fisicamente e gareggiando su di una barca provata per la prima volta subito prima della gara, hanno ottenuto con grinta e determinazione encomiabili un terzo posto in finale B che riflette verosimilmente le reali forze in campo al momento. Risultato interessante che verrà analizzato al fine di individuare la combinazione di valori più efficace in vista dei campionati italiani di giugno.

 

Il futuro prossimo ci riserva il Memorial Paolo D’Aloja, tradizionale appuntamento internazionale della prossima settimana, cui parteciperanno Leonardo Radice, Andrea Carando e Alberto Vincenti nella categoria junior. Successivamente in programma la seconda regata regionale di Candia di fine aprile e il secondo meeting nazionale del 6-7 maggio. Da non dimenticare inoltre il Match Torino-Aix les Bains di sabato 22 aprile in terra francese.

 

Forza Cerea!

Andrea Verhovez

DS

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