Prima prova di Coppa del Mondo – Varese 15-17 aprile 2016

Appuntamento con la prima prova di Coppa del Mondo alla Schiranna di Varese e, per i nostri colori, appuntamento con Guido Gravina e i suoi compagni del quattro senza pesi leggeri. Ricordiamo brevemente la situazione. Guido e compagni (Tuccinardi della Forestale e Tedesco e Sfiligoi del Saturnia) compongono l’imbarcazione federale B del quattro senza pesi leggeri, in contrapposizione agonistica con il quattro senza A che vede come componenti gli atleti che hanno qualificato l’imbarcazione alle Olimpiadi di Rio posizionandosi al sesto posto ai mondiali di Aiguebellette del 2015. Ovviamente solo una delle due imbarcazioni potrà partecipare ai Giochi Olimpici. L’imbarcazione B del nostro beniamino, considerata vittima sacrificale fin dall’inizio dei raduni per la preparazione olimpica (Guido ha trascorso l’autunno e l’inverno tra Piediluco e Sabaudia), ha negli ultimi mesi progressivamente limato le distanze che la separavano dagli avversari diretti fino a giungere a sconfiggerli in occasione della prima giornata del Memorial D’Aloja (alla cui narrazione si rimanda).

Da qui deriva l’importanza di questo appuntamento in occasione del quale la federazione ha schierato entrambi gli equipaggi.

 

Già dalla giornata di venerdì, dedicata alle batterie, si è compreso che ne avremmo viste delle belle: i due equipaggi italiani si affronteranno nella stessa eliminatoria insieme agli Stati Uniti, grandi esclusi della finale di Aiguebellette. Solo i primi due passano, con i terzi costretti ai ripescaggi. Ed evitare i ripescaggi significa salvare energie fisiche e mentali per le semifinali del giorno successivo.

Italia A e USA partono forte e transitano primi e secondi ai cinquecento metri; tuttavia, una volta scesi sul passo di gara, l’imbarcazione dei nostri si porta sotto e sorpassa prima i rivali italiani e, a 200 metri dalla fine, anche l’imbarcazione statunitense, vincendo la propria batteria e guadagnandosi il passaggio diretto alle semifinali del sabato. L’Italia (cosiddetta) A è costretta al girone dei ripescaggi nel pomeriggio, dove agguanta la qualificazione, scossa, tuttavia, dal risultato della mattinata.

 

Il giorno di sabato vede in programma le semifinali. Sulla carta la semifinale a cui partecipa il nostro Guido è quella più abbordabile dal momento che non figurano né la Svizzera né i Paesi Bassi, presenti invece nella seconda semifinale insieme all’equipaggio A dell’Italia. Tuttavia, per uno di quei motivi che rendono (quasi) ogni gara imprevedibile, i nostri sbagliano la partenza, faticano a mantenere il passo dei primi e, nonostante un generoso finale di gara, si piazzano al quinto posto, a soli due decimi di secondo dalla terza posizione (ultimo posto utile per entrare in finale A). Così va il canottaggio. Tuttavia, anche Italia A rimane fuori dai primi tre posti nella seconda semifinale. E questo vuol dire che, la domenica, ci sarà l’occasione di rivedere uno scontro diretto tra i deu equipaggi italiani nella finale B.

 

Domenica siamo in tanti sulle rive del lago a tifare per Guido. Non intimoriti dalla levataccia mattutina e dalla certezza della pioggia, il pulmino Cerea al gran completo ci porta a Varese. La tensione è palpabile. Per cercare di cambiare la composizione dell’equipaggio A che andrà a Rio bisogna vincere. Anzi, vincere non basta, si deve stra-vincere. E i ragazzi lo sanno. La partenza è un inno alla rabbia. Con ferocia merovingica il nostro quattro passa primo ai cinquecento, dietro solo gli spagnoli resistono e l’Italia A appare in netta difficoltà. La psiche degli avversari viene frammentata colpo dopo colpo, si crea luce tra i nostri e tutti gli altri e la gara diventa una passerella di gloria che termina al grido di “Guido, Guido!” quando i nostri si avventano per primi sul traguardo. Più di due secondi di vantaggio sui polacchi, l’Italia A relegata all’ultimo posto in un baratro di cinque secondi. Scoppia la gioia sulle tribune tra ululati di “Si va a Rio!” a cui fanno da contraltare gli sguardi neri e sfuggenti dei tecnici della federazione, incapaci di fornire una minima risposta alle domande invadenti mie e di Federico in merito ai programmi futuri.

Il dado è tratto! Cercheranno di rigirare la questione in mille modi e di continuare a favorire i loro protetti. Ma da oggi siamo noi l’equipaggio da battere.

Grazie Guido! La Reale Canottieri Cerea ti sorreggerà fin dove sarà possibile.

 

Andrea Verhovez
Direttore Sportivo

 

P.S. Per la cronaca, la finale A del quattro senza pesi leggeri è stata vinta dai campioni del mondo in carica della Svizzera, che hanno preceduto Cina e Stati Uniti. Gli stessi Stati Uniti sconfitti in batteria dai nostri.

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